Ragazza Marocchina: La ragazza afferma di trovarsi bene nel contesto osservato e dichiara che, in generale, non cambierebbe nulla. L’unico aspetto che segnala riguarda la presenza di numerosi ragazzi musulmani che utilizzano la biblioteca come luogo per pregare. A questo proposito, esprime il desiderio che venga predisposto uno spazio specificamente dedicato alla preghiera, ritenendo che ciò permetterebbe una migliore convivenza delle diverse attività all’interno della biblioteca.
Ragazzo Tunisino: Il ragazzo afferma che, nel complesso, non cambierebbe nulla del contesto. L’unico elemento che segnala come potenzialmente fastidioso riguarda la presenza dei bambini quando frequentano la biblioteca, soprattutto nei momenti di maggiore affluenza, poiché il rumore rende più difficile concentrarsi.
Ragazza Francese: La ragazza francese ci racconta che, essendo la prima volta che viene a Perugia, la sua impressione è legata al legame tra le diverse culture attraverso il cibo e lo studio dei paesaggi. Fa un paragone con l’Europa park, dove, come dice, esistono dei veri e propri “corners” di immersione culturale, spazi dedicati che permettono di entrare in contatto con culture differenti e di viverle in modo esperienziale.
Ragazza Cinese: La ragazza cinese sottolinea invece che, perché una biblioteca possa essere considerata davvero interculturale, è importante la presenza di più insegne e scritte in inglese. A suo avviso, questo riguarda anche le indicazioni sulle regole di comportamento in biblioteca, che dovrebbero essere comprensibili a chi proviene da contesti culturali diversi, facilitando così l’orientamento e l’inclusione.
Ragazza Coreana: La ragazza coreana propone che, per favorire l’interculturalità in biblioteca, sarebbe utile organizzare dei “study group”, ovvero gruppi di studio tra studenti. Secondo lei, questi gruppi permetterebbero di condividere conoscenze, esperienze e approcci diversi allo studio, creando un’occasione di scambio culturale e confronto tra studenti provenienti da contesti diversi.
Risposta delle ragazze: la ragazza Francese dice che qui si sente accolta molto bene uguale la ragazza Cinese, la ragazza Coreana dice che rispetto alla corea qua si parla di più soprattutto in inglese favorendo il dialogo.
Ragazza Marocchina: La ragazza afferma che un’attività che permetterebbe di esprimere la propria cultura potrebbe essere l’utilizzo di documentari e film. Aggiunge che sarebbe utile prevedere uno spazio dedicato al confronto, in cui poter parlare non solo della propria cultura, ma anche di quella degli altri. Ragazzo Tunisino: lui sottoscrive…
Ragazza Francese: La ragazza francese, pensando a un’attività che potrebbe permettere di esprimere la propria cultura in biblioteca, propone il cibo, settore di cui è molto appassionata. Suggerisce di organizzare workshop dedicati in particolare alle colazioni, sottolineando come il concetto di colazione differisca notevolmente da paese a paese. Secondo lei, queste attività potrebbero offrire un’occasione concreta per condividere tradizioni culinarie e allo stesso tempo favorire l’incontro tra culture diverse.
Ragazza Cinese: La ragazza cinese propone invece la creazione di uno spazio dedicato alle lingue, simile a un “club”, dove sia possibile conoscerle e impararle attraverso la musica e la radio. Suggerisce, in particolare, di poter ascoltare stazioni radio provenienti da diverse parti del mondo, in modo da entrare in contatto con lingue, suoni e culture differenti in maniera più diretta e immersiva.
Ragazza Coreana: non risponde
Ragazza Marocchina: Per quanto riguarda i motivi che potrebbero spingerli a parlare con una persona sconosciuta in biblioteca, la ragazza osserva che uno spunto naturale può nascere dal constatare interessi comuni: ad esempio, se scoprono che studiano le stesse materie o frequentano la stessa facoltà. Aggiunge inoltre che, nel caso delle ragazze musulmane, vedere un’altra ragazza con il velo potrebbe rappresentare un incentivo a iniziare una conversazione, favorendo un senso di riconoscimento e appartenenza.
Ragazzo Tunisino: Per quanto riguarda cosa potrebbe spingerlo a parlare con una persona sconosciuta in biblioteca, il ragazzo indica principalmente la condivisione di interessi accademici: se scopre che studiano le stesse materie o frequentano lo stesso corso, questo può rappresentare un buon punto di partenza per iniziare una conversazione. Rispetto ad altri fattori culturali o simbolici, lui si concentra soprattutto sugli elementi legati allo studio.
Ragazza Francese: La ragazza francese racconta che la sua attenzione verrebbe attratta da qualcosa di interessante, come quello che la persona vicino a lei sta scrivendo o disegnando. In questi casi, l’osservazione di un’attività stimolante potrebbe invogliare ad avviare una conversazione, creando un’occasione naturale di interazione con gli altri utenti della biblioteca. Ragazza Cinese: La ragazza cinese propone la creazione di uno spazio dedicato al dialogo interculturale, progettato in modo da non disturbare chi legge o studia in biblioteca. Secondo lei, avere un’area specifica per confrontarsi e scambiarsi esperienze culturali permetterebbe di favorire l’interazione tra persone provenienti da contesti diversi senza interferire con le altre attività del luogo.
Ragazza Coreana: non risponde.
Ragazza Marocchina: disegna una stella (simbolo presente nella bandiera del Marocco).
Ragazzo Tunisino: disegna una Luna (distintiva della religione musulmana). Ragazza Francese: disegna una baguette e un pezzo di pane.
Ragazza Coreana: disegna una sfera con una divisione simile al simbolo Yin-Yang, presa dalla bandiera del Sud-Corea.
Ragazza Cinese: ci mostra un ornamento tipico cinese chiamato zhong guó jié (中国结), simbolo di buon auspicio